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Sebbene non esista ancora oggi alcuna prova concreta in merito,
alcuni storici del XIX secolo ipotizzarono che il villaggio
pre-romano di
Ameriola
potesse trovarsi nel territorio dell'attuale Castelchiodato e che,
quindi, potesse essere in qualche modo il nucleo originario
dell'attuale paese.
Tale ipotesi scaturì dall'analisi dei brevi
cenni su Ameriola riportati da
Tito Livio
e Plinio
il Vecchio
nelle loro opere più importanti, rispettivamente
Ab Urbe Condita
e Naturalis
Historia.
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Tito Livio
ricorda come, sotto il regno di
Tarquinio Prisco, quasi tutta la
Bassa Sabina fu costretta alla resa nei confronti di Roma,
Amerolia compresa:
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Durante
questa guerra non si arrivò mai a uno scontro veramente
decisivo. Tarquinio, accer-chiando di volta in volta le
singole città, sotto-mise tutti i Latini. Furono
conquistate: Corni-culum, Ficulea, Cameria,
Crustumerium,
Ameriola, Medullia, Nomentum,
tutte città dei Latini Prischi o passate dalla loro
parte durante la guerra. Poi fu conclusa la pace.
( Tito Livio, Ab Urbe Condita, I.38 ) |
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Plinio, invece, la ricorda tra le città del Lazio che erano
già sparite ai suoi tempi:
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Oltra di ciò
nella prima regione furono nel Lazio città nobili:
Satricum, Pometia, Scaptia, Pitulum, Politorium, Tellene,
Tifata, Caenina, Ficana, Crustumerium,
Ameriola,
Medullia, Corniculum ...
(
Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, III.5 ) |
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Su
queste minime basi, lo storico italiano
Antonio Nibby
( 1792-1839 )
avanzò, quindi, la sua ipotesi:
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Livio ... ,
fra le città de' Prischi Latini domate da Tarquinio il
vecchio, nomina Ameriola, e la pone in ordine fra
Crustumerium e Medullia. ... Plinio ... enumerando
le città del Lazio che erano affatto sparite nomina
Crustumerium, Ameriola, Medullia, appunto collo stesso
ordine di Livio. Quindi è plausibile congettura che
quest'antica città del Lazio superiore stesse fra
Crustumerio e Medullia, non lungi da Nomento. E
siccome ... Crustumerio non fu lontano da Monte Rotondo
e Medullia fu S. Angelo in Capoccia
[ l'odierno Sant'Angelo Romano ]
... trovandosi in questo tratto a tramontana di
Sant'Angelo rovine di una antica città di mediocre
estensione [ in località
Colle Giochetto ],
consistenti nel recinto, parte costrutto di massi cubici
irregolari, parte di poliedri della terza specie, ivi
credo per conseguenza che fosse situata questa città
antica, come pur credette sir William Gell ...
(
A. Nibby, Analisi storico-topografica antiquaria della
carta de' dintorni di Roma, Vol. 1, pag. 143 ) |
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Come
il Nibby
stesso ammise, parte delle sue idee ricalcavano in qualche modo il
pensiero dell'archeologo inglese
William Gell
(1777-1836), riguardo la collocazione dell'antico villaggio
pre-romano:
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[ Ameriola ]
si trovava probabilmente sulla collina ora chiamata
Monte Sant'Angelo, ma non sulla sua sommità, essendo
questa occupata da un'altra città, forse Corniculum. Le
rovine di Ameriola sono collocate sulla collina
settentrionale, ad un miglio scarso di distanza dalla
presunta Corniculum, ma le asperità del luogo separavano
sufficientemente le due località ... [ Le
rovine ] sono costituite dagli usuali resti di
mura poligonali o irregolari, che circondavano una
sommità difendibile. Livio menziona le città di
questa zona nel seguente ordine: Corniculum, Ficulea,
Cameria, Crustumerium, Ameriola, Medullia, Nomentum,
mentre Plinio inizia con Caenina e Ficana ... quindi,
continuando, cita Crustumerium, Ameriola, Medullia e
Corniculum in sequenza. Possiamo quindi concludere
che questi quattro luoghi fossero usualmente menzionati
insieme.
(
W. Gell, The topography of Rome and its vicinity, Vol.
1, pag. 92 ) |
Lo
storico francese
Ernest Desjardins
( 1814-1886 ),
in aggiunta ai suoi precursori, si soffermò per un attimo anche
sulla questione dell'ethnos, ovvero sulla possibile
stirpe ogininaria, di Ameriola:
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L'analogia
tra Ameriola e Ameria, città della Sabina
[ l'odierna Amelia in provincia di
Terni ], ha portato Cluvier
a considerare [ Ameriola ]
di origine Sabina, ma questa prova non mi sembra
sufficiente affinché si possa affermare, contro
l'autorità di Tito Livio e quella di Plinio, che essa fu
città Sabina; al massimo si può ipotizzare che essa sia
stata una colonia dei Sabini, o forse degli Aborigeni, e
per questo i geografi moderni hanno pensato bene di
collocare questa città a nord dell'Aniene e non lontano
dalla Sabina. Forse bisogna cercarla tra le
colline vicine a Monticelli
[ l'odierna Montecelio ]
o a Sant'Angelo in Capoccia o sulla collina situata a
nord di questa borgata, dove si trovano delle rovine. Ma
nulla vi è di più insicuro circa le diverse posizioni che
hanno attribuito a questa città.
( E. Desjardins,
Essai sur la topographie du Latium, pag. 14 )
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Alla
luce di queste testimonianze, appare subito evidente che l'ipotesi
secondo la quale Ameriola fosse l'antico nucleo abitato da cui
discese poi l'edificazione di Castelchiodato non è suffragata da
alcuna prova concreta, come, d'altronde, lo sono anche le ipotesi di
altri storici che pongono lo stesso villaggio a volte tra Santa
Lucia e Guidonia, a volte tra Palombara e Sant'Angelo, oppure in
località San Basilio, etc.
Anche se è indubbio che in località Colle Giochetto esistono della
mura che comprovano l'esistenza di un antico nucleo abitato, non si potrà mai avere
alcuna certezza che si tratti delle mura di Ameriola almeno fino a quando Tito Livio e Plinio il Vecchio
rimarranno gli unici testimoni della sua passata esistenza. Inoltre,
così come
per
Nomentum,
anche per Ameriola
è tuttora aperto il dibattito se si trattasse di una città latina o
sabina.
Bibliografia
AA.VV.,
Dissertazioni della Pontifica Accademia Romana di Archeologia -
Vol. 5, Tip. Camera Evangelica, Roma, 1835
De' Sismondi
Simondo,
Studi intorno all'economia politica, Tip. Elvetica, Capolago,
1840
Desjardins
Ernest,
Essay sur la topographie du Latium,
Tip. Durand,
Parigi, 1854
Domenichi Lodovico,
Della storia naturale di C. Plinio Secondo, Libri XXXVII - Vol. 1,
Tip.
Antonelli, Venezia, 1844
Gell William,
The topography of Rome and its vicinity - Vol. I,
Tip. Saunders
& Outley, Londra, 1834
Moroni Gaetano,
Dizionario di erudizione storico ecclesiastica - Vol. 76, Tip.
Emiliana, Venezia, 1855
Nibby Antonio,
Analisi storico-topografica antiquaria della carta de' dintorni di
Roma - Vol. 1, Tip. Belle Arti, Roma, 1837
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