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Rilievi, corsi d'acqua e clima
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Dal punto di vista geografico, l’area mentanese si estende nella zona di transizione tra la campagna romana e quella sabina, contraddistinta da un territorio prettamente collinare, con altezze che raramente superano i 200 metri, come nel caso delle località Vigna Santucci ( 213 m.), Montedoro ( 213m.), Ara Cacamele ( 205 m.), Monte San Francesco ( 205 m.), Colle Cianfroni (203 m.) e Immaginella ( 203 m.).

L’intera zona collinare è racchiusa tra la valle del Tevere, ad ovest, e quella dell’Aniene, a sud-est, mentre i rimanenti lati si fondono con le pendici dei Monti Sabini, a nord, e con quelle dei Monti Lucretili, ad est, di cui il gruppetto dei Monti Cornicolani, ovvero Sant’Angelo Romano, Poggio Cesi e Montecelio, rappresenta la propaggine più vicina a Mentana.

In questo ambiente si collocano le due Riserve Naturali di Nomentum e del Barco-Gattaceca, la prima situata quasi all'entrata di Casali ( per chi percorre la Nomentana provenendo da Roma ) e la seconda tra le strade che da Mentana si dipartono per Castelchiodato, a nord, e Sant’Angelo Romano, a sud. La natura prettamente calcarea di alcune zone del parco di Gattaceca ha permesso la formazione di una coppia di doline ( imbuti naturali piuttosto profondi ) di cui una, la Buca di San Francesco, è in territorio mentanese, mentre l’altra, il Pozzo del Merro ( o Merlo ), si trova appena al di là del confine, nelle terre di Sant’Angelo Romano.

In corrispondenza dei due parchi, si possono osservare, a nord-est, delle colline medio-basse che degradano dolcemente le une verso le altre formando ampie zone pianeggianti, mentre, a sud-ovest, si notano alture più ravvicinate, separate spesso da veri e propri canaloni, che, nel Lazio, vengono comunemente indicati con il termine di spallette: tra questi sono degni di nota la Valle Cavallara ed il Fosso Trentani, i quali, in pratica, demarcano la linea di confine con il comune di Fonte Nuova.

Proprio il fondo del Fosso Trentani viene solcato dall’
Ormeto, il torrente più importante della zona, che trova la sua origine nel Parco Nomentum e ne percorre l’intera valle prima di entrare nel territorio di Monterotondo e di gettarsi nel Tevere. Tutta la zona è comunque ricca di piccoli corsi d’acqua e ne sono ampia testimonianza i numerosi fontanili rintracciabili qua e là per la campagna.

Dal punto di vista climatologico, l’ambiente mentanese è prettamente mediterraneo, con temperature che scendono raramente sotto lo zero nelle notti invernali, mentre d’estate raggiungono punte massime di poco superiori ai 30 gradi, con tassi di umidità di norma compresi tra il 40 ed il 70%. Le piogge, tipicamente autunnali, non durano mai a lungo ed anzi, in questi ultimi anni, hanno mostrato una tendenza a concentrarsi in abbondanti rovesci di breve durata, caratterizzati da un vento molto forte di tramontana. La costante ventilazione dell’aria, garantita dal corridoio naturale che unisce la città di Roma ( aria calda ) al Monte Terminillo ( aria fredda ), e la presenza di grandi boschi, all’interno delle due aree protette, consentono infine alle zone abitate di godere di un’aria salubre e naturale in un’epoca di inquinamento dilagante.

 
Panoramica sul Borgo di Mentana ( a sinistra ) e Casali ( a destra ) da Monte Pizzuto
 
Panoramica sul Mentana e Casali da Salincerqua


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