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Storia: Agosto 2011
Furti, legali e non, nei cimiteri mentanesi |
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Nei mesi scorsi si è assistito a due nuovi dolorosi eventi ai danni dei beni culturali mentanesi, consistenti in due furti dalle modalità alquanto diverse, che hanno interessato il cimitero romano, venuto alla luce in località Casali, e il Mausoleo di Zwobada, all'interno del cimitero comunale di Mentana. Nel primo caso si tratta del “ furto legale ” di una serie di reperti cimiteriali del II secolo dopo Cristo, venuti alla luce durante le indagini della Soprintendenza necessarie prima di procedere alla lottizzazione della zona compresa tra via del Romitorio, via Monte Bianco e via delle Molette: esattamente là dove si dovrebbero trovare ampie testimonianze dell'antica Nomentum ! E così, con i primi saggi di scavo, sono state subito rinvenute circa trenta sepolture dell'epoca romana, relative a gente dal non elevato rango sociale, vista la povertà dei corredi funebri e la copertura fatta di sole tegole, rovinate e poco resistenti. Senza perder tempo, i responsabili della Soprintendenza hanno stabilito il trasferimento dei reperti nei magazzini di Villa Adriana, privando Mentana ed i Mentanesi di una parte della loro storia. Ancora una volta, dunque, le testimonianze storiche di Nomentum si dovranno andare a cercare nei vari musei romani, invece di poterle ammirare tutte insieme nel giusto contesto territoriale, quale potrebbe essere un museo locale, ricavato magari negli austeri ambienti di Palazzo Borghese; il piccolo Antiquarium annesso alla Biblioteca comunale non può e non deve essere più l’unico punto del territorio in cui trovare qualche minima traccia di un così importante passato. Il “ furto illegale ”, invece, è avvenuto intorno al 20 Agosto nel cimitero comunale di Mentana e ha riguardato ancora una volta una delle opere esposte nel Mausoleo di Jacques Zwobada (1900-1967), lo scultore di origini cecoslovacche e mentanese d’adozione. Il mausoleo venne realizzato per volere dello scultore, in memoria della moglie Antonia Fiermonte, morta nel 1956 a soli 42 anni di età. Appena due anni e mezzo fa, nello stesso mausoleo, furono derubate cinque teste bronzee ritraenti altrettanti amici dell’artista, mentre questa volta è toccato proprio al busto bronzeo della sua amata compagna, terminato da Zwobada nel 1958, a soli due anni di distanza dalla perdita della moglie. A questo punto, chissà cosa penserà Anna Filali, unica figlia di Antonia Fiermonte e figlia putativa di Zwobada, che, nel 1996, aveva consegnato ufficialmente tutte queste opere al Comune di Mentana, per la conservazione in situ. Il busto della Fiermonte era ancora quello originale ( prima fusione ), mentre cinque delle sei teste bronzee degli amici di Zwobada sono delle riproduzioni ottenute dal calco originale, dopo il furto del Febbraio 2009. Povera Mentana… non c’è più alcun rispetto, nemmeno per i defunti !
Bibliografia
Vicario Salvatore,
Zwobada a Mentana,
Editoriale Umbra, Foligno (PG), 1997 |
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