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Lo storico romano
Tito Livio, autore della monumentale storia di Roma "Ab Urbe Condita"
( dalla sua fondazione fino al regno di Augusto ), narrando le imprese del re
romano Tarquinio Prisco dedicò un breve passaggio alle origini di alcune città
del Lazio:
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Bello
Sabino perfecto Tarquinius triumphans Romam redit. inde Priscis Latinis
bellum fecit. ubi nusquam ad universae rei dimicationem ventum est; ad
singula oppida circumferendo arma omne nomen Latinum domuit. Corniculum,
Ficulea vetus, Cameria, Crustumerium, Ameriola, Medullia,
Nomentum,
haec de Priscis Latinis aut qui ad Latinos defecerant, capta oppida. pax
deinde est facta.
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Finita la guerra sabina, Tarquinio tornò a Roma trionfante. Quindi mosse
guerra ai Latini. Qui non si venne da nessuna parte a battaglia
decisiva; attaccando le singole città sottomise tutti i Latini.
Furono prese Corniculum, Ficùlea vecchia, Camèria, Crustumerium,
Amerìola, Medùllia,
Nomentum: città dei Prischi Latini o di
popolazioni che erano passate dalla parte dei Latini. Fu poi conclusa la
pace.
( Tito Livio, Ab Urbe Condita, I.38 ) |
Esaminando questo brano si può concludere che, secondo
Tito Livio,
Nomentum non era una città dei Sabini, perché Tarquinio Prisco la
attaccò dopo aver concluso le operazioni belliche contro questo popolo; tuttavia
non si può essere sicuri che egli la considerasse una città Latina, poiché la
inserì nel gruppo di quelle che erano "dei Prischi Latini o di popolazioni
che erano passate dalla loro parte".
Il popolo dei Latini-Prischi
era costituito dall'insieme delle varie tribù presenti nel
Lazio sud-orientale, prima della fondazione di Roma: molte di loro erano
autoctone, altre, invece, erano arrivate via mare ( per lo più da Ionio ed Egeo ), ma, con il tempo, si amalgamarono fra di loro fino ad assumere una
unità di lingua e religione.
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Anche lo scrittore romano
Gaio Plinio Secondo, conosciuto come
Plinio il Vecchio, si occupò di geografia e di popolazioni nel terzo libro della
sua monumentale
"Naturalis Historia"
( Storia Naturale, 37 volumi ), descrivendo la
suddivisione in Regio
( Regioni ) del territorio controllato da Roma ai tempi dell'imperatore Augusto;
ma anche lui, come alcuni suoi predecessori, non mancò di creare qualche
confusione su
Nomentum.
Inizialmente, infatti, egli asserisce che:
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Regio ea a Tiberi prima
Italiae servatur ex discriptione Augusti. Intus coloniae Capua, ab
XL campo dicta, Aquinum, Suessa, Venafrum, Sora, Teanum Sidicinum
cognomine, Nola; oppida Abellinum, Aricia, Alba Longa, Acerrani,
Allifani, Atinates, Alterinates, Anagnini, Atellani, Aefulani,
Arpinates, Auximates, Abellani, Alfaterni et qui ex agro Latino,
item Hernico, item Labicano cognominantur, Bovillae, Caiatia,
Casinum, Calenum, Capitulum Hernicum, Cereatini qui Mariani
cognominantur, Corani a Dardano Troiano orti, Cubulterini,
Castrimoenienses, Cingulani, Cabienses in monte Albano,
Foropopulienses ex Falerno, Frusinates, Ferentinates, Freginates,
Fabraterni Veteres, Fabraterni Novi, Ficolenses, Fregellani, Forum
Appi, Forentani, Gabini, Interamnates Sucasini qui et Lirenates
vocantur, Ilionenses, Lanivini, Norbani,
Nomentani ...
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Questa regione, cominciando
dal Tevere, è la prima d'Italia, nella descrizione di Augusto.
All'interno le colonie: Capua, Aquinum, Suessa, Venafrum, Sora, Teanum
detta Sidicinum, Nola; tra le città: Abellinum, Aricia, Alba Longa;
quindi gli Acerrani, gli Allifani, gli Atinati, gli Aletrini, gli
Anagnini, gli Atellani, gli Aefulani, gli Arpinati, gli Auximati, gli
Avellani, gli Alfaterni ( chi della campagna latina, chi ernica e chi
labicana ); ancora le città di Boville, Caiatia, Casinum, Calenum,
Capitulum Hernicum; quindi i Cereatini detti Mariani, i Corani
discendenti di Dardano il Troiano, i Cubulterini, i Castrimoniensi, i
Cingolani, i Cabiensi del Monte Albano, i Foropopulensi di Falerno; i
Frusinati, i Ferentinati, i Freginati, i Fabraterni antichi, i
Fabraterni nuovi, i Ficolensi, i Foroappiensi, i Forentani, i Gabini,
gli lnteramnates Sucasini detti Lirinati; gli Ilionensi, i
Lanivini, i Norbani, i Nomentani ...
( Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, III.62 ) |
Ma, qualche paragrafo più oltre, asserisce che:
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Sequitur regio quarta
gentium vel fortissimarum Italiae. in ora Frentanorum a Tiferno flumen
Trinium portuosum, oppida Histonium, Buca, Hortona, Aternus amnis. intus
Anxani cognomine Frentani, Carecini Supernates et Infernates, Luanenses.
Marrucinorum Teatini. Paelignorum Corfinienses, Superaequani,
Sulmonenses. Marsorum Anxatini, Atinates, Fucentes, Lucenses,
Marruvini. Albensium Alba ad Fucinum lacum. Aequiculanorum Cliternini,
Carseolani. Vestinorum Angulani, Pennienses, Peltuinates, quibus
iunguntur Aufinates Cismontani. Samnitium, quos Sabellos et Graeci
Saunitas dixere, coloniae Bovianum Vetus et alterum cognomine
Undecumanorum, Aufidenates, Aesernini, Fagifulani, Ficolenses,
Saepinates, Tereventinates. Sabinorum Amiternini, Curenses, Forum Deci,
Forum Novum, Fidenates, Interamnates, Nursini,
Nomentani, Reatini,
Trebulani qui cognominantur Mutuesci et qui Suffenates, Tiburtes,
Tarinates.
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Segue la quarta regione con
le genti forse più forti d'Italia. Sulle coste dei Frentani, a partire
dal Tiferno, il fiume Trinium ricco di porti; le città di Histonium,
Buca, Hortona, il fiume Aterno. All'interno gli Anxani o Frentani, i
Carecini superiori e inferiori, i Lanuensi; i Teatini dei Marrucini; dei
Peligni sono i Corfiniensi, i Superequani e i Sulmonieni; dei
Marsi sono gli Anxatini, gli Atinati, i Fucensi, i Lucensi e i
Marruvini; degli Albensi è la città di Alba sul lago del Fucino; degli
Equicolani sono i Cliternini e i Carseolani; dei Vestini sono gli
Angulani, i Penniensi e i Peltuinati, ai quali sono connessi gli
Aufinati Cismontani. Tra i Sanniti, che sono chiamati anche
Sabelli e che i Greci chiamano Sauniti, ci sono le colonie di Bovianum
Vetus e un'altra detta degli Undecumani; poi gli Aufidenati, gli
Aesernini, i Fagifulani, i Ficolensi, i Saepinates, i Tereventinatei.
Tra i Sabini ci sono gli Amiternini, i Curensi; le città di Forum Decii
e Forum Novum; i Fidenati, gli Interamni, i Nursini, i
Nomentani, i Reatini,
i Trebulani detti anche Mutuesci e Suffenati, i Tiburti, i
Tarinati.
( Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, III.106 ) |
Plinio, dunque, ascrive
Nomentum dapprima alla
Regio I ( Latium Vetus ),
dove figura tra le città appartenenti alla stirpe Latina, e poi anche alla
Regio IV ( Samnium et Sabina ),
dove viene elencata tra le città appartenenti al popolo Sabino, quasi a
ricalcare lo stesso errore compiuto da
Virgilio nell'Eneide.
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