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Nomentum: ~430 aC
La battaglia di Nomentum |
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Intorno al 430 aC Roma fu colpita da una grave epidemia che ne falcidiò la popolazione e che costrinse i Romani stessi a rimanere chiusi dentro le loro mura, con il conseguente abbandono delle campagne. Di questa situazione approfittarono subito i Fidenati, eterni nemici di Roma, i quali, dopo aver compiuto qualche razzia nel territorio romano senza incontrare la minima resistenza, convinsero i loro vicini Veientani, di origine etrusca, ad allearsi con loro e ad attraversare in forze l'Aniene per puntare decisamente sull'Urbe. La loro avanzata non incontrò alcun ostacolo fin sotto le mura di Porta Collina ( che si trovava sulla via Nomentana, in posizione leggermente arretrata rispetto all'attuale Porta Pia ): qui l'esercito alleato pose il suo accampamento esponendo gli stendardi di guerra al popolo romano, che, nel frattempo, era accordo sulle mura.
I capi dell'esercito Fidenate-Veientano non approfittarono, però, del momentaneo caos nell'Urbe e, invece di attaccare, arretrarono le loro truppe in una posizione più difendibile, sulle prime colline del territorio nomentano; questa inspiegabile manovra dette il tempo, ai Romani, di riorganizzarsi e di attaccare con impeto i loro nemici:
~ ~ ~ Per quanto breve, questo resoconto dimostra come Nomentum, in quella occasione, assunse una posizione del tutto neutrale rispetto ai due fronti belligeranti: infatti, se da un lato è vero che alla città di Fidenae era unita da legami di sangue ( secondo quanto riferito da Virgilio nella sua Eneide ), dall'altro lato è altrettanto vero che alla città di Roma era legata dall'alleanza firmata dopo la battaglia del Lago Regillo. Il rischio di attirare su di sé la macchina bellica dei Romani e delle altre città latine confederate fu probabilmente giudicato dai Nomentani decisamente superiore ai vantaggi che essi avrebbero potuto ottenere da una momentanea vittoria al fianco dei confratelli Fidenati: da qui la scelta del "non intervento", che garantì a Nomentum una certa tranquillità nei rapporti con Roma per circa cento anni, in un periodo di forti ostilità tra l'Urbe e le popolazioni del Lazio. |
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