MENU Nomentum: IV secolo a.C.
Municipium cum suffragio
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Con lo scioglimento della Lega Latina, nel 338 aC, Nomentum venne considerata da Roma una civitas optimo jure e divenne quindi un Municipium civium romanorum cum suffragio, cioè una comunità di cittadini romani con diritto di voto: a seguito di ciò, i suoi cittadini e il suo territorio furono collegati ad una delle diciassette tribù rustiche in cui era stato suddiviso l'Ager Romanus ( la campagna romana ) fin dai tempi di Servio Tullio ( 495 aC ). 

 

I nomi delle antiche tribù rustiche corrispondevano a quelli di grande famiglie romane esistenti nel V sec. aC, come la Claudia, Cornelia, Aemilia, Fabia, Menenia, Horazia, Papiria, Romilia, Sergia e Volturia; oppure di grandi famiglie già estinte, come la Camilia, Valeria, Lemonia, Pollia, Pupinia e Voltinia. Oltre a queste sedici tribu rustiche, c'erano poi la Esquilina, la Palatina, la Collina e la Suburana che corrispondevano alla zona centrale di Roma ( entro le mura Serviane ).

Di solito, i censori romani incaricati di inserire i nuovi cittadini all'interno dello stato romano si limitavano ad estendere i confini delle tribù rustiche in direzione dei nuovi municipi , ma, per le comunità più lontane, laddove non esisteva un continuum territoriale con Roma, vennero create nuove tribù, come la Maecia e la Scaptia. Di Nomentum non si hanno notizie sicure circa la sua "affiliazione": a rigor di logica sarebbe dovuta rientrare nella tribù Cornelia, ma, basandosi su alcuni reperti archeologici, alcuni storici sostengono che potrebbe essere stata assegnata alla Palatina o alla nuova tribu Maecia.

Probabile distribuzione delle diciassette tribù rustiche ( V secolo aC )
[ la mappa di fondo è del cartografo francese d'Anville, 1756 ]

   

è comunque assodato il fatto che gli abitanti di Nomentum divennero cives romani a tutti gli effetti, con tanto di diritto di voto nelle assemblee importanti ( comitia ), ma non bisogna credere che tale diritto donasse loro particolari benefici rispetto alle città latine che non lo ottennero: è infatti probabile che i Nomentani, come pure i Lanuvini, gli Aricini, i Pedani e i Privernati ( tutti popoli "cum suffragio" ) si recassero assai di rado in Roma ad esercitare il loro diritto di voto, lasciando di fatto in mano ai "Romani de Roma"  ( più propriamente detti populus romanus ) il monopolio delle decisioni.

Nomentum, come altri municipia cum suffragio, riuscì inoltre a mantenere la propria forma di governo, che vedeva nel Dictator la carica più alta, e negli Aediles, Quaestores e Curatores i suoi colleghi di magistratura; ad essi, probabilmente, si affiancava un consiglio di decurioni, le cui funzioni erano simili a quelle del Senatus romano. Sembra, però, che in epoche successive il Dictator venisse affiancato da uno dei due Aediles e che entrambi guidassero il governo nomentano in una sorta di Duumvirato

Oltre alla propria forma di governo, Nomentum mantenne anche la maggior parte delle sue leggi ( leges municipales ) e dei suoi riti religiosi, curati da vari Flamen, sacerdoti di una particolare divinità.  I municipi non ebbero però solo vantaggi: a Roma erano dovuti, infatti, sia forti tributi, sia un elevato numero di uomini e cavalli destinati all'apparato bellico romano.  

Altro dato di fatto è che, almeno inizialmente, l'acquisizione della cittadinanza romana non ebbe un effetto benefico per NomentumTra il III ed i I secolo aC si assiste, infatti, ad una forte caduta demografica della popolazione, dovuta, in parte, all'esodo dalle campagne verso l'attraente e vicina Urbe, e, in parte, al fatto che Nomentum, come tutti gli altri municipia romani, fu costretta a fornire uomini e mezzi a supporto delle frequenti azioni belliche intraprese da Roma ( Galli, Etruschi, Cartaginesi, etc.): conseguenza ne fu il quasi totale abbandono delle attività agricole e il progressivo ritorno delle campagne nomentane allo stato di macchia mediterranea selvatica.

Solo dopo la battaglia navale di Azio ( 31 aC ), che vide Ottaviano prevalere su Antonio e Cleopatra, per Roma iniziò un periodo di pace e prosperità, fortemente voluto da Ottaviano ( divenuto poi imperatore con il titolo di Augusto ) e di cui godettero quasi tutti i municipi extraurbani che tornarono a ripopolarsi rapidamente.

Come riferito da Plinio il vecchio nella sua "Naturalis Historia", Augusto riorganizzò l'Italia suddividendola in 11 regioni:

  • Regio I: Latium et Campania

  • Regio II: Apulia et Calabria

  • Regio III: Lucania et Bruttii

  • Regio IV: Samnium

  • Regio V: Picenum

  • Regio VI: Umbria (et ager Gallicus)

  • Regio VII: Etruria

  • Regio VIII: Aemilia

  • Regio IX: Liguria

  • Regio X: Venetia et Histria

  • Regio XI: Transpadana.

     

ma, per quanto riguarda Nomentum, sembrò indeciso sulla sua destinazione: difatti, la collocò sia nella Regio I, sia nella Regio IV, come già accennato riguardo all'ethnos della città. Se si esclude questa sua indecisione, è tuttavia indubbio che Augusto, con il suo piano di riorganizzazione ed ammodernamento del territorio, consentì a Nomentum di raggiungere un grado di benessere tale da renderla una delle più appetibili località residenziali nei dintorni di Roma. 


Testimonianze del passato

Una delle lapidi trovate nel territorio nomentano testimonia chiaramente la carriera amministrativa ( cursus honorum ) che poteva essere percorsa da un singolo personaggio: si tratta della iscrizione di Gnaeus Munatius Aurelius Bassus, ritrovata a Casali di Mentana e attualmente conservata ai Musei Vaticani.  Il reperto è catalogato come CIL XIV.3955, essendo descritto alla voce numero 3955 del quattordicesimo volume del Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL). Il CIL attualmente è costituito da 17 volumi che registrano circa 180.000 iscrizioni.  Il primo volume riguarda le iscrizioni più antiche, fino all'età di Cesare; i volumi II-XV sono divisi geograficamente; il volume XVI è dedicato ai diplomi militari; il volume XVII è dedicato alle pietre miliari.

GN. MVNATIVS M(arci). F(ilius). PAL(atina)
AVRELIUS BASSVS
PROC
(urator). AVG(usti).
PRAEF
(ectus). FABR(um). PRAEF(ectus). COH(ortis). III
SAGITTARIORVM, PRAEF
(ectus). COH(ortis). ITERUM II
ASTVRVM, CENSITOR CIVIVM
ROMANORVM COLONIAE VICTRI-
CENSIS QVAE EST IN BRITTANNIA
CAMALODVNI, CVRATOR
VIAE NOMENTANAE PATRONUS EIUSDEM
MUNICIPI, FLAMEN PERPET
(u)VS,
DUUMVIRALI POTESTATE
AEDILIS, DICTATOR IIII

Gneo Munazio Aurelio Basso, figlio di Marco, della tribù Palatina, fu: procuratore di Augusto ( l'imperatore ), prefetto degli ingegneri, prefetto della terza coorte degli arcieri, poi prefetto della seconda coorte degli asturi, censore dei cittadini romani della colonia Victricense di Camalodonum ( l'attuale Colchester ), che si trova in Britannia; curatore della via Nomentana, patrono dello stesso municipio, flamine perpetuo, aedile con poteri da duumviro, dittatore quattro volte.


Bibliografia

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